Bologna trekking non virtuale di Virgilio-Nela San e Baba la Talpa



Quando questo post sarà visibile, Nela San starà facendo trekking urbano in compagnia della sua blogger amica, Baba la Talpa. Senza fare selfie o  facebook-live, sveliamo in stile gialli-e-geografie il percorso sulle tracce di due artisti che rappresentano la città.

Se San Petronio invita a guardare le due torri in un sabato in cui tutti o quasi i bolognesi cercano di migrare a Riccione (loro tipica meta marittima), il luogo di partenza è difronte alla statua del dio del mare nell'omonima Piazza del Nettuno, statua in bronzo del fiammingo Jean de Boulogne de Douai, detto Giambologna, che sormonta la fontana del palermitano Tommaso Laureti (1563). 

Qui sono state girate alcune scene di film come E allora Mambo di Pellegrini (1999) e La rivincita di Natale di Pupi Avati (2004).

 




Nella stessa piazza, angolo Via Ugo Bassi c'è quella che l'amica C. definisce l'unica cosa ben fatta dall'amministrazione Guazzaloca: la Biblioteca di Sala Borsa, che fra i suoi tanti trascorsi è stata anche adibita a Palasport. Guardandone la struttura se ne intuisce il motivo.

il suo è stato un destino più felice di quello della Libreria Internazionale Rizzoli, uscendo da Sala Borsa direzione due Torri, prima del megastore Apple, poco è rimasto in Via Rizzoli 8 della storica libreria dai meravigliosi arredi in legno del Liporesi (1923): insegna, vetrine e interni ospitano non più libri ma United Colors of Benetton.
    
Costeggiando Piazza Re Enzo, poi a sinistra in Via Orefici, e proseguendo diritto, prima che si trasformi in Via Capraie, iniziano le tentazioni: Eataly e la libreria coop Ambasciatori (post qui), un gelato di Venchi, un buon caffè alla Bottega del caffè oppure i tortellini della Salumeria Antica Salsamenteria A.F. Tamburini.

 Proseguendo si arriva a Piazza della Mercanzia, palazzo del XIV sec. (sede di alcune Corporazioni e del Foro dei Mercanti) costruito su progetto dello stesso architetto della basilica di San Petronio, location de L’ispettore Coliandro, poliziotto della questura di Bologna, imbranato e ignorante, ma onesto e determinato, nato dalla penna di Lucarelli.


Risalendo via Santo Stefano si arriva all'omonima Piazza, dalla forma a ypsilon, circondata dal complesso delle Sette Chiese, da Palazzo Isolani e dai Palazzi bolognini, posti uno di fronte all’altro (detti delle “teste” per le decorazioni sporgenti dai cornicioni). Qui sono stati girati scorci di film: Rossini! Rossini! di Monicelli (1991),  e tre fra i tanti di Pupi Avati,  Noi tre (1984), Dichiarazioni d’amore (1992) e Il cuore altrove (2003).

Tenendo la sinistra si prosegue su Via Santa, a sinistra si sbuca in via Borgonuovo, qui al nr 4 si trova la casa natale di Pier Paolo Pasolini. (foto del manifesto affisso nel 2011, nell'anniversario della morte).

Ritornando sui nostri passi, andiamo a sinistra per Via S. Stefano, a destra su Via Cartolerie, si passa davanti al Teatro Duse e si svolta a destra su Via Castiglione, ci troveremo di fronte a un vicolo senza uscita. 
Coperto nel suo principio da un arco, nelle cui pareti vi sono segnali che indicano esservi stato un portone. Anticamente arrivava fino al torrente Avesa; serviva d’ingresso alle chiuvare, o purgatori di lana, poi fu chiamato così perché portava all'Orto del Ritiro delle Dame.

Nei pressi del torresotto di via Castiglione padre Michele Casali e Francesco Guccini fondarono, al numero 2, in una antica cantina (e forse bordello) l'Osteria delle Dame che grazie a Guccini e alla cantante americana Deborah Kooperman, divenne tempio della musica folk e rock bolognese e vetrina di nuovi talenti. Di quel periodo, era il 1977, i ricordi di Guccini su Lucio Dalla, insieme in osteria qui e più spesso da Vito. 
Si prosegue per Via Castiglione fino a raggiungere il Liceo Classico Galvani, frequentato da Pasolini, Riccardo Bacchelli,Brizzi autore di Jack frusciante è uscito dal gruppo e il critico cinematografico Renzo Renzi
Proseguendo per Via Castiglione si gira a destra su Via de' Poeti, dove al nr 1/b si trova, ancora in attività un'altro luogo storico: l'osteria de' Poeti, la più antica della città, in funzione dal XVI sec, frequentata da Pascoli, Carducci e più recentemente da Dalla e altri cantautori bolognesi.
Girando a sinistra per Via Garofalo, un'altra piazza e chiesa imponente è quella di San Domenico, struttura medioevale. Riprendendo per Via Garibaldi e scendendo, tenendo Piazza Cavour sulla destra, si arriva a Via Farini, qui si gira a sinistra e si prosegue fino a girare sulla destra in Via D'Azeglio, dove nell'angolo con Piazza dei Celestini si trova la casa di Lucio Dalla
Peccato che il Comune non abbia acquistato l’opera in bronzo intitolata “All’amico Lucio” realizzata dallo scultore Carmine Susinni per il compleanno di Lucio.

Lasciata la piazzetta ci si incunea nel vicolo di Corte Galluzzi che sfocia in Piazza Galvani, dietro San Petronio per imbattersi in un'altra storica libreria: quella della Zanichelli, poi diventata Feltrinelli e attualmente altro feudo delle librerie coop.

  Percorrendo via Archiginnasio, fino alla Via de' Musei, troveremo finalmente uno degli ultimi baluardi delle librerie indipendenti di Bologna, frequentata da studenti di tutti i livelli: la libreria Nanni, frequentata anche da Pasolini, di cui ha scritto:


Il Portico della Morte è il più bel ricordo di Bologna. Mi ricorda l’Idiota di Dostoevskij, mi ricorda il Macbeth di Shakespeare, mi ricorda i primi libri. A quindici anni ho cominciato a comprare lì i miei primi libri, ed è stato bellissimo, perché non si legge mai più, in tutta la vita, con la gioia con cui si leggeva allora.”

Prima fra tutte l’installazione delle bancarelle che tanto ricordano quelle dei bouquinistes del lungosenna parigino. Questi banconi in legno, traboccanti di libri, si susseguono sotto il portico davanti alle vetrine della libreria; su di essi è possibile trovare libri usati, riviste e fumetti, tutti a prezzi d’occasione.

Tour terminato, ora, dopo il cibo per la mente e l'anima, è giunto il momento di quello per il corpo, brindando a Pasolini, a Lucio Dalla e anche ad Umberto Eco. Vino? Pignoletto dei colli bolognesi. La romagnola Nela San se ne farà una ragione. 

14 geo-commenti:

  1. Devo assolutamente visitare Bologna. Devo ASSOLUTAMENTE visitare Bologna. DEVO ASSOLUTAMENTE VISITARE BOLOGNA

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    1. Ti aspetto, Dede, e prenditi un po' di tempo così andremo a vedere anche Ravenna!

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  2. Per me nostalgia allo stato puro!

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    1. Ieri ti ho pensato come minimo due volte: davanti ai dipinti della chiesa di San Domenico e in via Belle Arti. Ho detto a Baba: "qui ci vorrebbe Grazia!".

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  3. A chi lo dici, Grazia! Ma ci sono delle cose che non c'erano quando ci abitavo io. La biblioteca, che spettacolo! Devo riportarci Mr K e starci almeno tre giorni.

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    1. Lugo e Bologna?! Potrebbe essere l'abbinamento giusto.

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    2. Sì, ma se tutto va bene dovrei già fare Lugo-Roma, e attaccarci anche Bologna significherebbe davvero poco tempo a disposizione. E io a Bologna vorrei proprio starci qualche giorno!

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    3. Sono certa che prima di settembre ti arriverà anche una data di presentazione su Bologna. Se non sarà all'Ambasciatori vorrà dire che il suo patron, Montroni, ha toppato di grosso ;-)

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  4. Ne farò tesoro. Da te e Baba non ci si poteva aspettare che un affascinante itinerario libresco:-)

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    1. Inutile dire che aspetto anche te, cara gemellina. Aggiungo che l'itinerario si è completato con un trekking pomeridiano, verbale e reale, condotto dall'amica C. (Bolognese Doc) sui "meandri libreschi" di Montroni (direttore prima della Feltrinelli e oggi della libreria Ambasciatori) e di altre cose di cui, a questo punto devo scrivere - con piacere - un post integrativo.

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  5. Capita che nella biblioteca di sala borsa mi fermi a volte a leggere il giornala su quelle sedute rosse un po' stranine che mi piacciono un sacco.

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    1. In effetti richiamano quelle del danese Jacobsen.

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  6. Mai come questa volta bisognerebbe scrivere un post sul post (e non escludo di farlo). Nela San ha mostrato tutta la generosità di cui è capace non solo nell’organizzare un trekking urbano perfetto e insolito ma, soprattutto, nel condurlo in una giornata torrida. Quindi, amici, andate a Bologna ma, se potete, scegliete una giornata primaverile o autunnale. Poi, se non siete ancora stati a Ravenna, garantisco che la donna giallamente ferrata, in quella città dà il meglio di sé!!!
    La prossima volta che andrò a Bologna, un paio di ore di lettura nella biblioteca dell’Archiginnasio non me le toglie nessuno. Nela ci sei?

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    1. Lusingata, anzi lusingatissima per questo commento. Certo che andiamo all'Archiginnasio e non solo: per la prossima volta ho in mente un ..."pellegrinaggio laico". ;-)
      Ps dovrò ricordarmi questo titolo quando ne posterò l'itinerario,

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